LABORATORI OPEN SOURCE LINUX

Il software "libero" negli ultimi anni è diventato oggetto di un duro scontro commerciale e istituzionale, fra Stati Uniti e Unione Europea, fra i produttori di hardware e software proprietario e gli sviluppatori di software libero, è stato anche al centro di un acceso dibattito per la proposta europea, poi rigettata definitivamente dal Parlamento, di renderlo brevettabile. Il motivo di tanta importanza sta nel fatto che il software è alla base dell'automazione di ogni produzione tecnologicamente avanzata e di tutta la moderna industria immateriale dall'innovazione della Pubblica Amministrazione all'uso personale di Internet per istruirsi, lavorare e comunicare a distanza.

Il software è uno strumento che serve a produrre altri strumenti, e in quanto tale è uno strumento produttivo; ma il software è anche un artefatto cognitivo: incorpora un'idea di chi lo usa, e implica delle regole di funzionamento. Così il software, il linguaggio al lavoro che tratta il sapere e la conoscenza degliuomini non influenza solo modelli produttivi ma induce schemi mentali e modelli cognitivi. Il software porta con sè significati e valori. Il software libero ha un altro importante effetto, mette in discussione gli istituti giuridici basati sul concetto di proprietà intellettuale; badate bene, non li rifiuta, anzi, ci costruisce sopra, ma con un altro obiettivo, quello di ampliare la possibilità dell'utilizzatore. Con il termine Software Libero si intende una vasta gamma di prodotti software con cui è possibile fare le stesse cose ma che vengono realizzati nell'ambito di due distinte filosofie, quella del free software e quella del software open source.

Due filosofie distinte, certo, ma accomunate dalla medesima matrice culturale. Ciò che le differenzia sostanzialmente è la licenza d'uso. Il free software è correttamente definito come il software distribuito con la licenza GPL - General Public Licenze - elaborata dalla Free Software Foundation nell'ambito del progetto GNU. Quello che la licenza prevede è innanzitutto la libertà di eseguire il programma per qualunque scopo, senza vincoli rispetto al suo utilizzo; in secondo luogo, la libertà di studiare il funzionamento del programma ed eventualmente di adattarlo alle proprie esegenze; quindi, la libertà di redistribuire copie del programma e, infine, la libertà di migliorare il programma stesso e di distribuire i miglioramenti. Tutte cose che con il software commerciale coperto da copyright tradizionale non è possibile realizzare. Ma molte altre licenze open source identificano il software come libero, seppure con accenti diversi da quelli della FSF. La stessa definizione di software open source - una volta che sia stata montata dai riferimenti ideologici del progetto GNU - è quasi sovrapponibile alla definizione di free software. Essa fu elaborata nel 1988, da Bruce Perens, Eric Raymond e altre personalità nel campo del software libero per mettere in luce i numerosi vantaggi pratici, come l'adattabilità, l'affidabilità, la sicurezza, la conformità agli standard. Il tutto allo scopo di meglio promuoverlo nel mondo degli affari, che guardava con sospetto ai principi di libertà associati all'idea del free software.