GE.DI.

Chi gira per le scuole lo sa bene: non è facile trovare laboratori informatici ben organizzati. A volte i computer sono vecchi e lenti, magari regalo di qualche ditta o banca, raramente sono nuovi. A volte c’è un file server, raramente un dominio o un server di autenticazione, quindi gli alunni usano la medesima username e password rendendo impossibile implementare qualunque norma di sicurezza e di privacy. In questa confusione, ovviamente, è più facile trovare sistemi Microsoft che l’amato Pinguino. Ancora più difficile è trovare soluzioni di rete complete e scalabili, pensate esplicitamente per essere una base solida e duratura negli anni per tutte le esigenze, non solo didattiche ma anche amministrative, organizzative e di comunicazione di una scuola. L’informatica a scuola non è solo quella a supporto diretto della didattica, ma anche quella che mette a disposizione del ersonale (dirigenti, docenti e non docenti) e degli studenti un ecosistema stabile e aggiornato, in grado di fornire gli strumenti necessari alla redazione di documenti, alla preparazione delle lezioni, alle ricerche di materiali, alla costruzione di simulazioni, alla gestione della didattica e con il quale sia possibile interagire anche da remoto.

Le ragioni di questo stato di cose sono molteplici e non necessariamente sempre riconducibili alla mancanza di risorse economiche. Le esigenze di una scuola sono molte e le attività che vi si svolgono non sono in generale pensate per giovarsi in modo strategico e strutturale di un’architettura informatica matura: il “semplice” controllo dell’operato degli alunni pretende l’implementazione di serie politiche di permessi (non vorrete che i ragazzi leggano il compito dalla cartella del professore, giusto?); la gestione di un numero a volte anche piuttosto elevato di alunni che cambia anno dopo anno comporta un notevole impegno, l’uso consapevole di Internet e il controllo della navigazione impongono poi procedure e responsabilità non eludibili. Non sono molti gli insegnanti con lacompetenza necessaria a installare un sistema completo per gestire tutto questo e non sono molti neanche i professionisti capaci di farlo attenendosi ai bilanci risicati che una scuola può devolvere alla struttura informatica. Inoltre, paradossalmente, anche a fronte delle crescenti iniezioni di tecnologia che si sono avute negli ultimi anni, quasi ovunque mancano figure professionali interne (assistenti tecnici nel linguaggio scolastico) da adibire alla manutenzione e alla corretta gestione delle apparecchiature. Spesso alle scuole vengono concessi i finanziamenti necessari per l’acquisto di dispositivi di varia natura (PC, videoproiettori, LIM, ecc.) ma quasi mai ci si preoccupa di chi e come li utilizzerà e di chi si occuperà della indispensabile manutenzione. Di solito tocca a qualche insegnante... che non è detto abbia la visione sistemistica adeguata e la competenza tecnica per gestire con disinvoltura i problemi che decine di macchine utilizzate da centinaia di persone diverse  immancabilmente producono.